Crotone e la Magna Grecia

I Greci, come documentano i reperti di ceramiche e altri materiali, frequentarono i porti italiani già in età micenea (sec. XVI-XI a.C.). Alla prima metà dell’VIII sec. a.C. risale la prima fase della colonizzazione greca d’Italia, gli Achei dell’Acaia, fondarono, Sibari, Metaponto e Crotone. A partire dal VI sec. a.C. si accesero tra le città cruenti scontri per ottenere la supremazia delle zone occupate. Le tre città achee distrussero, verso l’inizio del secolo, Siri mentre fallì il tentativo di Crotone di sottometterne l’alleata Locri. Attorno al 510 a.C. scoppiò un conflitto tra Sibari e Crotone; Sibari fu rasa al suolo. Sempre nel corso del V sec. Crotone, Turi (erede di Sibari), Caulonia e Metaponto, si unificarono nella Lega italiota per difendersi dagli attacchi dei Lucani e del tiranno di Siracusa Dionigi I; alla Lega aderì in seguito anche Reggio, mentre Locri e Taranto si schierarono dalla parte del tiranno. Dionigi, nel 389 a.C., piegò l’esercito della Lega, espugnò e distrusse Reggio, trasferì il controllo della Lega nella città Taranto. La Magna Grecia divenne una delle zone più attive del mondo greco in età arcaica dal punto di vista culturale: nel tardo VI sec., sotto la spinta persiana per la conquista dell’Asia Minore, si verificarono delle migrazioni verso occidente che portò con sé un gran numero di filosofi, intellettuali e artisti: dalla madre patria Grecia, l’arte, la letteratura e la filosofia influenzarono in modo decisivo la vita delle colonie. In Magna Grecia la cultura rivestì un ruolo importante. Nelle polis si poté raggiungere un tasso di ingegneria, istruzione pari a quello della madrepatria. I coloni ellenici dopo aver dominato le popolazioni indigene insediarono biblioteche, luoghi di studio che formarono i più abili filosofi, letterati, medici. Pitagora di Samo si trasferì a Crotone dove fondò la sua scuola nel 530 a.C. Visitarono la Magna Grecia fra gli altri, Eschilo, Erodoto, Senofane e Platone. (tra i quali Pitagora e Senofane di Colofone); il fenomeno contribuì al sorgere di scuole filosofiche (a Elea, con Parmenide e Zenone) e mediche (a Crotone) di primissimo piano. La Magna Grecia svolse un ruolo cruciale nella trasmissione della cultura greca a Roma. La Magna Grecia (in latino: Magna Graecia, in greco: Μεγάλη Ἑλλάς/Megálē Hellàs) è l’area geografica della penisola italiana meridionale che fu anticamente colonizzata dai Greci a partire dall’VIII secolo a.C. La vicenda storica della Magna Grecia, sebbene strettamente legata, va tenuta distinta da quella della Sicilia greca. Sebbene l’espressione Megálē Hellàs sia attestata per la prima volta relativamente tardi, nel II secolo a.C., in un passo dello storico greco Polibio, si ritiene tuttavia che la genesi del concetto sottostante sia avvenuta nel VI secolo a.C., che segna l’apogeo della storia della Magna Grecia, in relazione ai fasti politici, economici, culturali e artistici raggiunti in quel periodo. Dopo la colonizzazione del Mar Egeo, tra l’VIII ed il VII secolo a.C., genti di civiltà greca (mercanti, contadini, allevatori, artigiani) comparvero nella parte meridionale dell’Italia(le attuali Basilicata, Calabria, Campania e Puglia) nell’ambito di un flusso migratorio originato da singole città della Grecia antica, motivato sia dall’interesse per lo sviluppo delle attività commerciali, che da tensioni sociali dovute all’incremento della popolazione a cui la magra produzione agricola non riusciva a dare sostentamento. Queste genti stabilirono la colonia di Pithecussai sull’attuale isola d’Ischia, poi giunte sulle coste Italiche fondarono diverse città quali Kyme e Metapontion, poi Taras e Rhegion. Per tradizione, la località dove stabilirsi era individuata seguendo l’indicazione che dava l’Oracolo del Santuario di Apollo a Delfi, che veniva interrogato dall’ecista, colui che era stato posto a capo degli aspiranti coloni. Per i discendenti delle genti greche stabilitesi nella Penisola italiana, questo fu il periodo in cui fu raggiunta la massima ricchezza economica, a cui s’aggiunse lo splendore in campo culturale ed artistico, avendo seguito l’evoluzione della Civiltà Greca, in letteratura, filosofia e arte, con punte di sviluppo spesso superiori alla stessa madrepatria. Come conseguenza di questa realtà di grande splendore, le zone colonizzate nella penisola italiana ci sono state tramandate col nome di Magna Grecia (Megàle Hellàs): un nome che volle testimoniare l’orgoglio per aver dato vita, lontano dalla Grecia, ad una comunità di Greci che aveva raggiunto così alti livelli in campo sociale, culturale ed economico, da poter essere considerata, in confronto, più grande della stessa madrepatria. Dunque verso il III secolo a.C., si cominciò a definire le colonie greche dell’Italia meridionale come facenti parte della Magna Grecia (Megàle Hellàs). Riferimento che si presume sia stato coniato nelle colonie stesse, per mostrare la loro grandezza in relazione alla vecchia Grecia. Il termine Magna Grecia si riferisce quindi alle popolazioni e civiltà, piuttosto che ad un’entità territoriale e politica. La Sicilia vide numerose colonie greche (come Zankle, Naxos, Selinus e Syraka, ecc), che divennero le città più importanti nel mondo greco occidentale e non solo. Secondo i greci antichi non facevano parte della cosiddetta Magna Grecia, a differenza di quello che invece ritennero gli storici romani. Le genti originarie della città di Calcide della grande isola Eubea, fondarono prima Pithecusa (Ischia), poi Kyme (Cuma) in Campania, quest’ultima insieme a coloni provenienti da Cuma eolica, e tra il 756 a.C. ed743 a.C. le due città di Zancle (Messina) e Rhegion (Reggio), rispettivamente sulla sponda siciliana e quella calabrese dello Stretto che separa le due terre. Negli anni successivi, Greci di stirpe achea diedero vita sul versante jonico prima a Sybaris (Sibari, 720 a.C.) e poi a Kroton (Crotone 710 a.C.), spinti dalla necessità di sfuggire carestie e sovrappopolazione. Sempre sullo Ionio, secondo fonti tramandate dallo storico Eusebio di Cesarea, alcuni coloni spartani fondarono la città di Taras (Taranto, 706 a.C.). Fra il secolo VIII e VI sec. A.C. Coloni achei-rodiesi, nell’alto crotonese, fondarono o fortificatarono le città di Krimisa (odierna Cirò Superiore), Petelia (odierna Strongoli) Makalla (zona Murge di Strongoli) e Chone (odierna Pallagorio); Fra il 710 a.C. e il 690 a.C., un gruppo di Locresi, condotti da Evante, provenienti dalle regioni della Grecia sul golfo di Crisa, fondarono Lokroi Epizephyroi (Locri Epizefiri), ultima città fondata in Calabria da gente proveniente direttamente dalla Grecia. Colonie greche in Adriatico (in rosso quelle siracusane). Nel tempo le nuove città, per ragioni politiche, di sovrappopolazione, commerciali e di controllo del territorio, ampliarono la loro presenza in Italia, espandendo di fatto la civiltà greca a tutto il territorio oggi chiamato Calabria, allora conosciuto come Enotria o Italia, e ad altre zone. I reggini fondarono Pyxus (Policastro Bussentino) in Campania; i locresi fondarono Medma (Rosarno) passando da Città-forte (Polistena) e Hipponion (Vibo Valentia) in Calabria; i sibariti rivitalizzarono i centri indigeni di Laos e Skydros in Calabria e fondarono Poseidonia (Paestum), in Campania; i crotoniati fondarono Terina e Skylletion (a Roccelletta di Borgia) e parteciparono alla fondazione di Kaulon(vicino a Monasterace marina) in Calabria; gli zanclei fondarono Metauros (Gioia Tauro) in Calabria. Continue furono invece le aggressioni dei tarantini condotte ai danni dei vicini Peucezi e Messapi, culminate nella definitiva sconfitta subita ad opera degli Iapigi nel 473 a.C., annoverata dallo storico greco Erodoto tra le più gravi inflitte a popolazioni di stirpe greca. Sarà l’arrivo delle legioni romane avvenuto tra il 290 ed il 280 a.C., a sancire il passaggio sotto la protezione ed il dominio di Roma di tutte le città greche della penisola italiana. Un intenso programma di colonizzazione fu intrapreso da Siracusa, all’epoca della tirannide di Dionisio il grande, intorno al 387-385 a.C. Questo fenomeno interessò tutto l’Adriatico, e in particolare portò alla fondazione in Italia di Ankón (Ancona) e di Adrìa (Adria); nella costa dalmata vide la fondazione di Issa (attuale Lissa), Pharos (attuale Cittavecchia di Lesina), Dimos (attuale Lesina); nella costa albanese venne fondata invece Lissos (attuale Alessio). Issa a sua volta poi fondò Tragyrion (attuale Traù), Korkyra Melaina (attuale Curzola) ed Epetion (attuale Stobreč, sobborgo di Spalato). Con questo programma di colonizzazione Dionisio il Grande si assicurò un controllo totale sulle rotte adriatiche che portavano il grano verso la madrepatria, permettendo così a Siracusa di competere con gli Etruschi in questo commercio. Inoltre risolse un grave problema di politica interna, mandando a popolare la colonia di Ankón con dissidenti politici. Prima della colonizzazione siracusana, già erano presenti nell’Adriatico orientale alcune colonie greche: nell’attuale territorio albanese sorgevano Apollonia e Epidamnos-Dyrrachion (attuale Durazzo); nell’odierno territorio croato era invece la colonia di Epidayron (attuale Ragusavecchia). Le colonie adriatiche siracusane non vengono annoverate in senso stretto come parte della Magna Grecia.

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