Il Castello di Carlo V

Rappresenta una tipologia unica in fatto di fortezze medioevali e rinascimentali, in quanto evidenzia l’evoluzione storica dell’architettura militare dalla difesa piombante (torri) alla difesa radente (bastioni). Noto come Castello di Carlo V dallo stemma imperiale che vi era collocato, conserva evidente l’impianto angioino – aragonese, pur con innesti viceregnali. La prima data storica della sua erezione risale all’840 dopo Cristo e in quell’epoca non era munito delle mura di cinta e delle posteriori costruzioni di contrafforti di difesa. Tra il 1270 e il 1271 Carlo D’Angiò ordina ai vari feudatari di provvedere alle spese di riparazione delle torri del castello di Crotone, che chiama: Manuela, Triangola, Thesauro, Turricella e Turris “Ante Hostium”. Nel 1284 concesse la castellania di Crotone a Pietro Ruffo. I Ruffo, signori di Crotone col titolo di Marchesi, da cui deriva il nome di Marchesato, che ancora si conserva, detengono la città fino al 1444, quando insieme a Catanzaro passa da Nicolò Ruffo a sua figlia Enrichetta, che aveva sposato contro il volere del re, Antonio Centelles di Ventimiglia, che per aver guidato la rivolta dei baroni, perde i suoi beni e muore in carcere. Alfonso di Aragona che aveva conquistato a stento la città, resosi conto dell’importanza strategica del sito, sia come punto di offesa che di difesa, concede particolari privilegi ai cittadini, per favorire le loro attività mercantili e rende la città demaniale. Nel 1541 Carlo V avendo comprato la città di Crotone, che diventa demanio Regio, volle restaurarlo in maniera definitiva. Il lavoro durò lunghi anni con il concorso di somme di denaro provenienti dai comuni limitrofi. L’attuale castello è quindi un’ampliata ricostruzione di quello antico e di quello medievale con variazioni apportate durante le dominazioni angioine ed aragonesi. Presenta attualmente una pianta poligonale con due torri cilindriche angolari (dell’aiutante e del comandante) e due bastioni speronati (S. Giacomo e S. Caterina) uniti da muraglie a cortine cordonate. Sulla sommità del Castello vi sono due spianate: una superiore, sulla quale posava una torre circolare detta la Marchesana e un’altra inferiore. Il terremoto del 1832 fece crollare la chiesa di S. Dionigi che era nel castello e la scala che conduceva alla Torre Marchesana. A causa di un nuovo terremoto del 1873 si rovinò la muraglia di ponente e la Torre Marchesana rimase gravemente lesionata, così si decise la demolizione della Torre e delle murature che formavano la parte superiore della muraglia sud. Col perfezionamento delle armi da guerra, il castello perde la sua importanza strategico- militare e nel corso del secolo XIX viene parzialmente smantellato nella parte superiore, anche a seguito dei danni subiti per i frequenti terremoti. Perduta la sua funzione strategica il castello passa dall’Amministrazione Militare al Demanio dello Stato, eccetto alcuni locali usati come caserma di fanteria. Durante la prima guerra mondiale vi furono istallate alcune batterie costiere. Nel 1960 il Genio Civile ha ricostruito la cortina sud, e negli ultimi vent’anni diversi interventi di restauro hanno recuperato gran parte dell’invaso. Ha una superficie scoperta di mq 14.400 e coperta di mq 2.403. Video del castello